CERCA RICETTA O INGREDIENTE

Visualizzazione post con etichetta Antipasti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Antipasti. Mostra tutti i post

venerdì 18 novembre 2011

Terrina di salmone, uova sode e avocado

Questa ricetta è una mia creazione, frutto di svariate consultazioni col mio coniuge, sempre interessatissimo quando si tratta di mangiare e soprattutto di assaggiare! Essenziale è che il salmone sia BUONO, se no desistete! Ottima alternativa, se si trovasse facilmente in commercio,  la squisita trota salmonata affumicata di Rossi Trote che mangiamo spesso nelle Marche essendo molto amici dei proprietari. 

300 gr. salmone affumicato (io ho usato il salmone selvaggio dell'Alaska del supermarket Vaticano)
4 uova sode
1 avocado MATURO
1 limone
1 vaschetta da 250gr. di Philadelphia
1 yogurt greco compatto
2 chiare d'uovo
200 gr. panna montata
4 cucchiai di rafano forte
sale e pepe
12gr. gelatina in fogli
1 dl. latte

Per la farcia: ammollare la gelatina in acqua fredda e poi scioglierla a fuoco bassissimo nel latte girando sempre. Quando è fredda frullare nel mixer con il Philadelphia, lo yogurt, il rafano, sale e pepe. Montare le chiare a neve ferma con un pizzico di sale e aggiungere delicatamente al composto. Aggiungere anche la panna montata. Assaggiare e, se necessario, aggiungere altro rafano. Mettere il tutto in frigo.
Tagliare l'avocado sbucciato a dadini e irrorare con succo di limone e un pizzico di sale. Sgusciare le uova sode e tagliarle a pezzi grossi.
Foderare uno stampo rettangolare imburrato con carta forno anch'essa imburrata. Ricoprire il fondo e le pareti di fette di salmone. Mettere sul fondo uno strato di farcia e proseguire alternando strati di uova, farcia, avocado e così via. Terminare con la farcia, coprire con pellicola e mettere in frigo per almeno 6 ore. Sformare, togliere la carta forno, decorare con fettine di lime o limone e circondare con valeriana.

mercoledì 9 aprile 2008

Les verrines

Sono stata finalmente a Parigi, dove non avevo mai messo piede e dove spero di tornare quanto prima. Purtroppo girando Parigi si ha la netta percezione della distanza abissale che separa Roma da una grande capitale europea. Pur non essendo neppure lontanamente paragonabile a Roma per quantità e qualità di monumenti, chiese e opere d'arte, a Parigi ti colpisce la grandeur delle architetture e delle prospettive, la sontuosità dei musei, l'audace mix di antico e moderno, lo splendore dei parchi, con le platebandes di fiori primaverili che nessuno si azzarda a toccare, le strade lavate tutti i giorni, l'assenza degli orridi cassonetti, i marciapiedi senza buche e senza sporcizie di cani, le pochissime macchine parcheggiate e in circolazione, gli splendidi palazzi senza ombra di graffiti (perfino le facoltà universitarie sono perfette!), l'eleganza delle vetrine, in particolare dei fiorai, la super efficienza della metropolitana, l'educazione degli studenti di tutte le età in visita ai musei. Perchè qui invece è tutto all'insegna del permissivismo, della cialtroneria, del pressapochismo, della sciatteria? Si pensa forse che il fatto di possedere un patrimonio artistico unico al mondo, quasi eccessivo, ci esenti dal tenere la città pulita, ordinata ed efficiente, tanto i turisti vengono lo stesso?
Dopo questa tirade parliamo della cucina francese: priva della nostra onnipresente pasta, è molto più creativa e varia e permette di apprezzare finalmente i piatti forti di carne o pesce, che arrivano dopo una leggera entrée e non dopo una scofanata di carboidrati! Ho trovato veramente caro il vino, mentre i vari bistrots e brasseries sono più o meno equivalenti ai prezzi (esosi) delle nostre pizzerie.
Tornata a Roma ho sperimentato questa piccola entrée:
VERRINE A L'AVOCADO ET AUX CREVETTES
Per 4 persone:
1/2 chilo gamberetti freschi
1 avocado
1 dl panna
2 limoni
olio, sale, pepe, prezzemolo, erba cipollina
Sgusciare le code dei gamberetti tenendo da parte tutti gli scarti. Preparare un court-bouillon con teste e scarti dei gamberetti, alloro, sedano, carota, cipolla, prezzemolo, grani di pepe, sale, un po' di aceto, 1 bicchiere di vino bianco e un po' d'acqua. Far bollire una mezz'ora, poi filtrare e rimettere su il brodino. Quando riprende a bollire tuffateci le code dei gamberi e lasciatecele 1 minuto scarso. Scolare e condire con una vinaigrette fatta con olio di oliva, limone, prezzemolo e erba cipollina tritati, sale e pepe. Sbucciare l'avocado, togliere il nocciolo e frullare la polpa con sale, pepe, succo di 1 limone, prezzemolo e panna. Suddividere il composto nei bicchieri trasparenti, metterci sopra i gamberetti, decorare con prezzemolo e erba cipollina et voilà votre entrée!